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Quando le leggi le scrivono le ballerine

Gabriella Carlucci Gabriella Carlucci venti anni fa era una nota showgirl della televisione, avendo esordito come valletta in spettacoli come Portobello e proseguendo addirittura come conduttrice in alcuni Sanremo, Buona Domenica, ecc. A causa dell'età avanzata le opportunità televisive si sono ridotte e - purtroppo per noi - è aumentata l'attività politica nelle file dei partiti di Berlusconi.

Il 3 marzo 2009 la Carlucci elabora una proposta di legge e la pubblica sul suo blog. Dall'articolo che la accompagna - Pedofilia e internet - si è indotti a pensare ad un impegno lodevole: cosa di più condivisibile che combattere un'attività tanto odiosa in rete?

Però qualche dubbio sorge immediatamente. Anzitutto questa attenzione sulla la pedofilia in rete: tutti sappiamo che la pedofilia esiste sia in rete che nel mondo reale. L'unica differenza è che in rete è molto più facile identificare e neutralizzare chi commette reato. Perché allora preoccuparsi solo dei pedofili in rete e non di quelli in giro per le strade?

La risposta è semplice, basta leggere la proposta di legge. Si tratta di un documento scritto con Microsoft Word, leggiamo le proprietà del documento e scopriamo che è stato scritto da un certo Davide Rossi. O chi è Davide Rossi? Breve ricerca su internet e scopriamo Davide Rossi presidente di Univideo, associazione di categoria aderente a Confindustria. Quindi un'associazione che difende gli interessi degli editori audiovisivi… o cosa c'entrano i produttori di DVD con i pedofili? Lo si scopre andando avanti nell'analisi del documento. ⇒

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Io so

di Sonia Alfano
25 gennaio 2009

www.beppegrillo.it

Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.

Io so che il presidente del Senato, Schifani, è stato consulente al comune di Villabate quando lo stesso comune era sotto il controllo del clan Mandalà, e che dello stesso boss Mandalà Schifani è stato socio nella Siculabrokers. Io so che il ministro Alfano si è baciato con il boss Crocenapoli al matrimonio della figlia dello stesso boss di Cosa Nostra. ⇒

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No all'ammazza blog

di Antonoi Di Pietro
11 novembre 2008

www.antoniodipietro.com

La Rete è l’ultimo media libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di legge Levi-Prodi che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera. ⇒

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Neo FreeRunner, il telefono libero

di Niccolò Rigacci
3 Settembre 2008

Il Neo FreeRunner è il secondo modello di telefono open prodotto da First International Computer, un'azienda taiwanese che in Cina produce e vende circa un milione di telefonini all'anno. Il progetto OpenMoko fu avviato nell'agosto 2006 sotto la guida di Sean Moss-Pultz, l'idea era quella di liberare nuove potenzialità in un mercato - quello dei telefoni mobili - ormai saturo, dove i margini di profitto sono minimi e derivano solo dall'enorme produzione di massa. Le nuove potenzialità potrebbero emergere quando gli sviluppatori si saranno liberati dalla schiavitù delle piattaforme proprietarie e potranno creare nuovi software che soddisfino le innumerevoli e imprevedibili richieste degli utenti. Insomma: la flessibilità dei PC nell'ingessato mondo dei telefonini. La ricetta appare semplice: costruire un hardware di riferimento pubblicando le specifiche tecniche, selezionare solo componenti di cui esiste un driver open source per il kernel Linux e infine favorire un ecosistema dove il software libero produce quello stesso miracolo che nel mondo del PC si chiama GNU/Linux.

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Criminalità, emergenza e scarcerazioni facili

di Marco Travaglio
l'Unità, 12 agosto 2008

www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

Poniamo che arrestino un tizio, uno sconosciuto che non è Vip e non ha amici Vip, con l’accusa di aver rubato 6 milioni di euro alla collettività rapinando una banca o rubando nelle ville. E che poi lo scarcerino dopo 28 giorni. Giornali e tg sarebbero pieni di commenti indignati di politici e opinionisti contro l’ennesima “scarcerazione facile”. “Rubò 6 milioni, già a casa”. “La polizia li mette dentro, i giudici li mettono fuori”. “Alfano, ispettori contro le toghe buoniste”. “Pdl e Pd uniti: tolleranza zero contro ladri e rapinatori”. Difficilmente a qualcuno verrebbe in mente che il tizio è solo un sospetto rapinatore e che in Italia vige la presunzione di non colpevolezza.

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start.txt · Last modified: 2008/05/10 17:06 (external edit)
 
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