Il Governo firma: tre nuovi centri Microsoft in Italia

In Piemonte, Toscana e Campania nasceranno tre Innovation Center finanziati da MS e dal Governo italiano, dedicati a raccordare università e industria e a creare nuove opportunità per le imprese

martedì 8 maggio 2007

punto-informatico.it

Roma - Un passo “molto importante” lo ha definito il ministro della Ricerca Fabio Mussi ed è l'intesa che il Governo italiano ha firmato ieri con Microsoft Italia a Palazzo Chigi, un accordo per dar vita a tre centri regionali per l'innovazione che saranno finanziati dal Governo e dal big di Redmond.

L'idea di fondo del protocollo di intesa firmato ieri è di creare dei canali di raccordo tra università e industria di settore avvicinando le strutture della ricerca al mercato e ai modelli di sviluppo business: la nascita dei tre centri nelle tre regioni viene quindi vista come utile a spingere anche l'economia locale.

I tre centri, che seguono il modello dei Microsoft Innovation Center già attivi in decine di paesi nel Mondo, si baseranno su tecnologie Microsoft e saranno, come accennato, dedicati a diversi ambiti tecnologici: quello toscano si occuperà in particolare delle tecnologie informatiche per il settore dei Beni culturali e del Turismo; quello piemontese sarà focalizzato sui sistemi embedded, dalla telemedicina alle automobili, dalla robotica alla protezione civile; quello campano sarà dedicato essenzialmente alle tecnologie di monitoraggio del territorio e sicurezza del cittadino.

Microsoft ha specificato come “ogni Centro sarà focalizzato su uno specifico ambito tecnologico che diverrà nel tempo area di eccellenza del Centro stesso: in particolare, le tre nascenti strutture saranno dedicate sia all'analisi e alla prototipazione di tecnologie, sia alla formazione e al trasferimento tecnologico sugli scenari di applicazione in cui le diverse Regioni intendono consolidare una leadership a livello internazionale”.

Secondo Mussi gli obiettivi sono sostanzialmente tre: fornire formazione, supporto allo sviluppo delle società nel settore dell'Information and Comunication Tecnology e ricerca applicata in collaborazione con le aziende interessate, università locali e altri centri di ricerca“. A suo dire, per Microsoft e per gli enti ed imprese italiane il vantaggio è reciproco, in quanto si tratta di “sviluppare tecnologie che consentano la gestione e il controllo di dispositivi di sofisticate soluzioni hardware software in numerosi campi”.

Sebbene sia Microsoft ad impegnarsi con un milione di dollari per tre anni nel finanziare i centri - a cui si aggiungeranno risorse tecniche e personale - Governo e Regioni collaboreranno per aumentare queste disponibilità. Secondo il ministro dell'Innovazione nella PA Luigi Nicolais, che ha anche firmato il protocollo, l'iniziativa è una “grande opportunità” per “una miriade di aziende medie e piccole” oltreché “un inizio di collaborazione tra la grande impresa e il sistema universitario”.

Una delle speranze connesse ai nuovi centri è la nascita di nuove realtà industriali fondate sull'innovazione capaci di attrarre nuovi investimenti e che possano così superare i limiti dimensionali tipici dell'impresa italiana, tradizionalmente piccola, per spiccare il volo non solo sul mercato nazionale ma anche su quelli mondali.

Secondo Mussi “sul versante dell'innovazione e della tecnologia, negli ultimi anni l'Italia ha perso colpi, ma abbiamo delle grandissime potenzialità e l'accordo di oggi è un passo molto importante”. Nicolais invece ha sottolineato l'importanza anche per le “maggiori opportunità” che derivano ai “giovani” e ai “nostri ricercatori”, oltre a quella di “dare all'Italia l'opportunità di essere competitiva nella ricerca di eccellenza”.

Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft Italia che ha firmato ieri l'accordo a Roma, ha spiegato come l'Italia debba “superare le barriere che impediscono lo sviluppo della società dell'innovazione, il che vuol dire aumentare la conoscenza (solo il 43% della popolazione usa Internet), aumentare gli investimenti delle aziende e promuovere il collegamento con le università”.