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Remap keyboard keys in GNU/Linux

How to swap primary and secondary functions of the Fn key.

I have a Teclast F6 notebook where the function keys (F1, F2, … F12) are mapped on the keyboard as secondary: you have to press them together with the Fn key to get the function key. The primary function of the keys are the multimedia actions, like MUTE, VOLUMEDOWN, VOLUMEUP, PREVIOUSSONG, NEXTSONG, etc.

Function keys require Fn combination

I searched a recipe to swap the first function of the key with the secondary one. The recipe here explained works almost at 100%, both into the textual console and into the X.org graphical environment. Unfortunately I was unable to swap the F1/DISPLAYTOGGLE, F6/BRIGHTNESSDOWN and F7/BRIGHTNESSUP keys.

Pressing the BRIGHTNESSDOWN and BRIGHTNESSUP keys generates ACPI events: this bypass the kernel keboard subsystem. The events are processed before they arrive to the input subsystem, so you can't see them unsing tools like xev or evtest. You can view ACPI events by running acpi_listen (from the acpid Debian package, the acpid service must be started):

acpi_listen 
video/brightnessdown BRTDN 00000087 00000000 K
video/brightnessup BRTUP 00000086 00000000 K

It seems that the LCD (DISPLAYTOGGLE) multimedia function is intercepted by the hardware and it is not handled as an input event nor as an ACPI event by the operating system.

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Borracce termiche: Root-FTC vs Lidl Ernesto

Borraccia Root-FTC vs Lidl Ernesto In questo articolo sono messe a confronto due borracce termiche in acciaio della capacità di mezzo litro. Entrambe sono del tipo a doppia parete, cioè si tratta di due contenitori uno interno all'altro, separati da “vuoto” e uniti all'imboccatura. Il tappo è a vite con guarnizione in gomma.

Il modello economico (colore bordeaux, a destra nella foto) è stato acquistato al supermercato Lidl per 5.99 € ed è denominato Ernesto. In effetti modelli pressoché identici sono disponibili presso molti venditori in grandissima varietà di colorazione e prezzi (che generalmente variano fra i 9 e i 15 €). Il modello più caro invece è marchiato Root Feed-The-Change ed è in vendita su Amazon al ragguardevole prezzo di 33.99 €.

Tutta questa differenza di prezzo è giustificata?

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Come (non) ottenere l'identità digitale SPID con InfoCert

InfoCert è uno dei fornitori accreditati per il rilascio dell'identità digitale SPID ai cittadini italiani; in questa pagina racconto la mia esperienza fallimentare per ottenere la SPID gratuita per uso privato. Il risultato finale è che non è stato possibile ottenere la SPID InfoCert.

Avendo la CNS (Carta Nazionale dei Servizi, volgarmente detta Tessera Santaria) attiva e con il PIN, ho scelto ovviamente l'opzione di attivazione gratuita, scegliendo l'opzione evidenziata come Online se hai la CNS attiva.

Per chi preferisce un riassunto: sembra che il riconoscimento tramite CNS non sia realmente disponibile, infatti si viene indirizzati al riconoscimento tramite firma digitale con software Dike GoSign. In alternativa al riconoscimento gratuito viene proposto il Riconoscimento Web, al prezzo di € 36,48.

SPID con InfoCert

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Come ottenere l'identità digitale SPID con Register.it

Un resoconto della mia esperienza - tutto sommato positiva - nel chiedere (ed ottenere!) l'identità digitale SPID al fornitore Register.it.

Avendo già la Carta Nazionale dei Servizi (CNS, detta volgarmente Tessera Sanitaria) attiva con il PIN e un lettore di smartcard configurato sul computer, ho potuto accedere al rilascio gratuito dello SPID tramite questo fornitore. L'esperienza è stata abbastanza soddisfacente: in circa 20 minuti avevo completato la procedura e il mattino seguente ho avuto comunicazione che lo SPID era attivo. In effetti l'ho provato per accedere al sito della Agenzia delle Entrate ed ha funzionato correttamente.

SPID gratuito con Register.it

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Come salvare in PDF un libro da Google Libri

Se avete acquistato un libro con Google Libri avete molte meno libertà di quelle che avete quando acquistate un libro di carta. Tanto per cominciare potete leggerlo solo con il programma che ha deciso Google: sul telefonino esiste l'app Google Play Libri, sul desktop potete leggerlo nel browser dal sito Google. Impossibile farne una copia PDF per leggerlo ad esempio in un ebook reader oppure per poterlo stampare. E se il vostro account Google smette di funzionare? Il libro scompare. E se volete lasciare in eredità i vostri libri ai vostri figli? Scordatevelo.

Da Google Libri a PDF

Con questa ricetta è possibile salvare un libro in PDF catturando le schermate dal computer. È una soluzione di compromesso al ribasso: il file risultante conterrà le immagini delle pagine, quindi il testo non è cercabile né esportabile in qualche formato modificabile. Il file risultante sarà di dimensioni importanti (circa 20 Mb per 100 pagine). L'eventuale indice deve essere ricostruito a mano.

La ricetta un po' da smanettoni è eseguibile facilmente su un computer desktop GNU/Linux, la sua caratteristica è di poter scegliere la qualità delle immagini (risoluzione in pixel) a piacimento. C'è un po' di lavoro manuale da fare (premere due tasti per ogni pagina) e poi da eseguire degli script per comporre le singole immagini un un solo documento PDF.

  1. Impostare una risoluzione virtuale elevata. Ciò consente di simulare un monitor ad esempio di 1300×2000 pixel (notare il formato portrait), in modo che il browser visualizzi una pagina intera del libro a risoluzione elevata.
  2. Installare un programma di cattura schermo scriptabile; deve salvare la schermata senza richiedere interazione.
  3. Assegnare una scorciatoia da tastiera al programma di cattura.
  4. Acquisire tutte le pagine.
  5. Ritagliare le immagini rimuovendo i bordi inutili.
  6. Trasformare le singole immagini nel documento PDF.
  7. Aggiungere eventualmente un indice.

Ho provato la procedura su una Debian 10 Buster, ma non ci sono impedimenti ad eseguirla su altre distribuzioni.

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Elettrocardiografo Contec 90A

L'ECG90A è un cardiografo costruito dalla cinese Contec, in Italia viene commercializzato da Gima e venduto su diversi portali on-line. Ho provato un modello acquistato on-line per circa 350 euro (novembre 2020).

Contec ECG90A Gima ha fatto personalizzare la produzione aggiungendo il proprio logo sulla scatola e sul manuale. Il manuale (in fondo a questa pagina il PDF) è anche in italiano, ma lascia molto a desiderare in quanto a completezza di informazioni. Questa pagina nasce proprio per integrare ciò che non è documentato.

Il cardiografo è in grado di acquisire le 12 derivazioni standard, ma viene pubblicizzato come 3 canali. Il motivo è che il nastro di carta è molto stretto e si possono stampare al massimo tre tracciati contemporaneamente. La stampa delle 12 derivazioni avviene eventualmente in quattro sezioni consecutive, producendo una nastro di notevole lunghezza! Si può tuttavia scaricare i tracciati sul PC e per me questa è la caratteristica più interessante.

Lo strumento è molto sensibile, ma “cattura” molto rumore. Devo tuttavia fare qualche prova in più, stando magari attento agli apparecchi elettrici accesi nelle vicinanze e provando una messa a terra più seria. Internamente si possono attivare tre tipi di filtri: AC50Hz, EMG25Hz e DTF, ma per le poche prove che ho fatto credo che si ottengano risultati migliori acquisendo il dato senza filtri e poi pulendo il rumore con software specializzato sul PC.

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Contec ECG90A Electrocardiograph - ECG File Format

This is my approach in the reverse engineering of ECG file format saved by the ECG90A Electrocardiograph device, produced by Contec. The device can store an ECG case into the microSD card. During the ECG session, just choose the Store option as the print format, and then press the Start button.

Here you can find a Python program to draw PDF or PNG electrocardiograms from ECG files: ecg-contec GitHub repository.

Here you can find a review (in Italian) of the device: Elettrocardiografo Contec 90A.

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NIS users unable to poweroff/reboot or manage printers

We experienced a problem with an Ubuntu 20.04 Focal Fossa used as NIS client: some tasks were inhibited because the user - despite it was logged-in locally on the physical machine - it was considered non interactive one.

One symptom can be the following error message when you issue the reboot command into a terminal session:

Failed to set wall message, ignoring: Interactive authentication required.
Failed to power off system via logind: Interactive authentication required.
Failed to open initctl fifo: Permission denied
Failed to talk to init daemon.

Using the command systemctl reboot -i does not work either, producing the following error: </code>

==== AUTHENTICATING FOR org.freedesktop.login1.reboot-multiple-sessions ===
Authentication is required for rebooting the system while other users are logged in.

Choosing to reboot or poweroff from the various desktop applets produces instead just a session close.

It turned out that the PolicyKit authorization manager is enabled, according to the default policies that problematic tasks are reserved to local users only, whereas users authenticated by the NIS server are considered somehow remote.

One solution is to create a file on the NIS client, name /var/lib/polkit-1/localauthority/50-local.d/10-nis-users.pkla. The /var/lib/polkit-1/localauthority/ directory is intended for 3rd party packages, the 50-local.d subdirectory is intended for local usage.

[Allow Printer administration for NIS users]
Identity=unix-group:lpadmin;unix-group:adm
Action=org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.*
ResultAny=yes

[Allow halt power-off and reboot for NIS users]
Identity=unix-group:adm
Action=org.freedesktop.login1.halt*;org.freedesktop.login1.power-off*;org.freedesktop.login1.reboot*
ResultAny=yes

To make the new policy effective, issue the command:

systemctl restart polkit.service

The syntax of the file is explained into the pklocalauthority man page.

First of all usint the Identity option we select the users interested into that policy. For managing printers we required the user to belong to the lpadmin and adm groups. The first group is the standard Debian group to manage printers, whereas the adm group is an arbitrary group assigned to some users by the NIS server (see the page Debian system groups). In our case the groups are determined by the NIS server, via the /var/yp/ypfiles/group file.

For the Action part we had to discover the name of the printer management and the poweroff/halt/reboot. You can use the pkaction command and browse its output; also searching on the Net is a big resource. The org.opensuse.cupspkhelper.mechanism. is OpenSUSE and Ubuntu specific (I don't have it in my Debian box):

pkaction | grep cupspkhelper
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.all-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.class-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.devices-get
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.job-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.job-not-owned-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.printer-enable
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.printer-local-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.printer-remote-edit
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.printer-set-default
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.printeraddremove
org.opensuse.cupspkhelper.mechanism.server-settings

For the reboot/poweroff/halt etc we have the following PolKit nodes:

org.freedesktop.login1.halt
org.freedesktop.login1.hibernate
org.freedesktop.login1.power-off
org.freedesktop.login1.reboot
org.freedesktop.login1.suspend

each of them have some sub-actions:

pkaction | grep org.freedesktop.login1.power-off
org.freedesktop.login1.power-off
org.freedesktop.login1.power-off-ignore-inhibit
org.freedesktop.login1.power-off-multiple-sessions

Finally the problem-solving option is ResultAny, which means that the policy is applicable for users logged-in in any status. The default policy is instead something like this:

ResultAny=no
ResultInactive=no
ResultActive=yes
 

Lo smartphone Android al posto del notebook

È necessario portare con sé un notebook? Da quando è diventata abitudine avere sempre con sé uno smartphone, la domanda è sempre più attuale. Consideriamo la capacità computazionale di uno smartphone di fascia media: RAM da 2 Gb o più, processore oltre 1 GHz e 4 core, storage superiore ai 32 Gb, schermo Full-HD (1080p) o superiore; in pratica niente da invidiare ad un notebook che consente la normale attività informatica.

An Android Smartphone with keyboard and mouse

In particolare ho esplorato la possibilità di rimpiazzare il notebook con lo smartphone in queste due aree di lavoro:

  • Amministrazione di sistema da riga di comando GNU/Linux
  • Applicazione di web-mapping

Per il test ho individuato alcune aree critiche da considerare:

  • Tastiera - Quella virtuale su schermo è ovviamente insufficiente per una normale digitazione, sia perché occupa una porzione troppo importante dello schermo sia perché non ha il necessario feedback tattile.
  • Mouse - Per alcune attività la precisione del tap è assolutamente insufficiente, pensiamo ad esempio alla necessità di disegnare un percorso su mappa web.
  • Browser - Molte attività quotidiane sono svolte all'interno di un browser, in apposite web-app. Quelle più evolute richiedono l'impostazione desktop con orientamento orizzontale e richiedono il massimo dello spazio offerto dallo schermo.
  • Terminale - Molte attività di amministrazione di sistema richiedono l'uso di un terminale in modalità testo. È necessaria la totale compatibilità del character set (UTF-8) e dei caratteri di controllo (il vecchio VT100 è decisamente obsoleto).

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Acquista le mappe per il Garmin eTrex 10

Mappa OpenStreetMap su Garmin eTrex 10 Volete la mappa per le vostre escursioni sul Garmin eTrex 10? Pensate che non sia possibile perché Garmin dice testualmente che “non supporta alcuna cartografia aggiuntiva”? Pensate di dover comprare un nuovo e costoso modello? Non date retta a chi vi dice di cambiare GPS!

Il vostro vecchio Garmin va benissimo per caricare una mappa escursionistica che copre diverse centinaia di chilometri quadrati, ottima per escursioni a piedi o MTB! Ve la posso preparare con i dati aggiornati di OpenStreetMap e perfettamente ritagliata sulla zona che vi interessa, il tutto per pochi euro. La mappa che avrete sarà libera da copyright: potrete cioè copiarla quante volte volete e condividerla con i vostri amici, perché basata sui dati OpenStreetMap che sono liberamente disponibili.

Scrivetemi all'indirizzo niccolo@rigacci.org, potrete ricevere la vostra mappa personalizzata direttamente per email. Qui un volantino illustrativo.

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Drawing Text with Shadow Outline using Python Imagemagick

Here it is a small recipe to create a shadow outline effect around a text label, using the ImageMagick library in Python. You need to install the Imagemagick Python library, e.g. the python3-pythonmagick package if you are using a Debian GNU/Linux distro.

The result can be used to overlay a label over an image, in a subtitle-like effect.

Text Shadow Outline in Python

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Using OsmAnd with a Remote Controller

OsmAnd paierd with a Bluetooth remote controller I'm an early joiner of the OpenStreetMap project, so I'm a big fan of the OsmAnd app. It is my preferred choice for motorbike on-board navigation.

A long-standing issue was the impossiblity to operate the map while wearing gloves. To be clear: panning and zooming on the Android touchscreen using gloves is impossibile. Here we explore the possibility to use a little Bluetooth remote controller to get at least the basic pan/zoom functions; in short: it could work!

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Android ZTE Blade A610: a Rooting Review

Magisk on the ZTE Blade A610 I purchased this phone in January 2020 for 57 euros, I think that it has a pretty good hardware: 2 GB RAM, 16 Gb Flash, 720×1280 screen, LTE, 4000 mAh battery. The only drawback is the operating system, the last release is Android 6.0 Marshmallow, with security patch 2018-08-05. The phone can be easly rooted, unfortunately there is not an official LineageOS build, or other famous custom ROMs.

One week after I purchased that phone from Amazon, the price suddenly rose to about 130 euros! I think that at this price the phone is not longer an interesting bargain, because in that price range you can find devices with 3 Gb of RAM and a more recent Android version.

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Tessera Sanitaria CNS con Debian GNU/Linux, Firefox e Chromium

La CNS nel lettore SmartCard Come utilizzare la smartcard Tessera Sanitaria CNS con Debian GNU/Linux per accedere ai siti che richiedono autenticazione, ad esempio Agenzia delle Entrate e INPS. Gli appunti che seguono sono stati presi su una Debian 10 Buster utilizzando i due browser Firefox 68 e Chromium 78.

Abbiamo utilizzato il lettore lettore Smart Card Omnikey 1021. In un post di qualche tempo fa abbiamo descritto una installazione con l'utilizzo di software proprietario precompilato e non libero, in questa pagina invece sono stati utilizzati solo pacchetti Debian ufficiali. Si faccia riferimento alla vecchia pagina per le operazioni di base come la verifica del riconoscimento hardware, test da riga di comando, ecc.

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Falsa fattura elettronica via PEC

Componenti del messaggio PEC

Con l'introduzione della fatturazione elettronica e relativi invii tramite PEC, era inevitabile che i malfattori ne approfittassero. In questo post analizziamo un caso avvenuto realmente in questi giorni (novembre 2019).

Si tratta di un vero messaggio di Posta Elettronica Certificata originato da un indirizzo PEC legittimo. Presumibilmente l'account di origine è stato violato rubando le credenziali al proprietario, tramite virus o altri sistemi.

Il malfattore ha composto un messaggio PEC contenente quello che sembra essere una fattura elettronica e lo ha inviato. Il messaggio è stato ricevuto al nostro indirizzo PEC, tramite il gestore certificato Aruba.

Pertanto agli occhi di chi riceve si è presentato un messaggio PEC del tutto legittimo, in quanto inviato da un account PEC e transitato tramite gestori certificati che ne hanno attestato il trust (le firme digitali). Il contenuto invece era fasullo, sebbene simulasse in tutto e per tutto una fattura elettronica transitata dal Sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica. Fortunatamente (per questa volta) il messaggio non conteneva alcun malware, ma solo un link esterno ad un server - probabilmente a sua volta compromesso - che con tutta probabilità si è limitato a registrare che tale messaggio è effettivamente arrivato a destinazione e che il link esterno è stato seguito.

Capire che ci si trova di fronte ad un messaggio fraudolento è reso molto difficile dai seguenti fattori:

  1. Il malfattore ha tentato di camuffare l'indirizzo PEC mittente, riuscendoci parzialmente perché la webmail di Aruba mostra in alcuni casi il mittente contraffatto invece di quello effettivo.
  2. Un messaggio PEC ha una struttura complessa, in sostanza contiene tre parti: il registro di trasmissione, la catena dei certificati che attestano l'autenticità del mittente e il contenuto vero e proprio. Ciascuna di queste parti è un allegato in formato di difficile gestione: XML, P7S e EML.
  3. Una fattura elettronica inviata dal sistema di interscambio a sua volta è un documento di difficile interpretazione (XML, P7M).

Sono tutte condizioni assolutamente complesse da gestire, è altamente probabile che l'utente clicchi sui link, scarichi gli allegati e tenti di aprirli in qualche modo, esponendosi in questo modo a molteplici rischi.

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Xiaomi Redmi 6 Android Phone

A brief review focused on obtaining root privileges and software de-bloating.

Good quality/price ratio.
3 Gb RAM.
Android Oreo 8.1.
Unfriendly rooting procedure with some unsolved issues.
Bootloader unlock requires MS-Windows software.
MIUI O.S. filled with bloatware.
Double privacy leak: Google and Xiaomi apps.
Non replaceable battery.
Proximity sensor problem: fails when closer than one centimeter.
Model Redmi 6
Model Name M1804C3DG
RAM 3.0 Gb
Internal Memory 32 Gb
CPU Octa-core 2.0 GHz Cortex-A53
Screen 5.45 inches, 720 x 1440
Battery Non replaceable
Connector Micro USB
Audio jack 3.5 mm
Android 8.1.0
MIUI Version Global 10.3 Stable 10.3.2.0 (OCGMIXM)
A/B (Seamless) System Updates No. Blank result at command:
fastboot getvar current-slot
Anti-Rollback Protection No. Blank result at command:
fastboot getvar anti

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Vendola e la supercazzola sul Software Libero

vendola_supercazzola.jpg Nichi Vendoala, Presidente della Giunta Regionale della Puglia, ha firmato un protocollo d'intesa con Microsoft per promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e soluzioni informatiche all’interno della Regione.

Questo ovviamente ha suscitato le reazioni negative delle associazioni che sostengono il Software Libero, Assoli e Partito Pirata in testa.

Vendola ha risposto in due occasioni, sul suo blog e sul sito del Partito Pirata. In tutti e due i casi mi pare di leggere una supercazzola alla Conte Mascetti, un gran minestrone dove si mescola il Software Libero con la fibra ottica.

Purtroppo il blog di Vendola non è aperto ai commenti, mi vedo costretto a mettere qui le mie considerazioni.

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Indifferenza civile

Beppe Grillo

Da www.beppegrillo.it
15 Maggio 2010

Il primo problema del Parlamento italiano è la Rete. Da anni vengono sfornati leggi, decreti, progetti, emendamenti per bloccarla. L'accanimento con cui Pdl e Pdmenoelle si occupano di Internet è impressionante. Nell'agenda dei problemi del Paese è prioritaria. L'ultimo attacco alla libertà di informazione e alla Rete è l'obbligo di rettifica nei siti entro 48 ore. I blog vengono equiparati ai giornali con multe di 12.000 euro per infrazione. Tutti i blog sono a rischio chiusura.

Altre volte il blog ha lanciato campagne contro la legge Levi/Prodi o contro la legge D'Alia con successo. Questa volta mi rifiuto. Approvino le leggi che vogliono. Ne pagheranno le conseguenze. Anzi, suggerisco al duo Berlusconi/Bersani di osare di più. Legiferare in modo risolutivo, tombale e chiudere Internet. Io non voglio mettermi a discutere ogni mese con degli idioti internettiani, farei la figura anch'io dell'idiota. Quindi, chiudete, filtrate, oscurate, hackerate. Fate il cazzo che vi pare. Sarete voi a pagarne le conseguenze perché chiudere l'ultima valvola di confronto democratico presenta dei rischi molto alti. La pentola a pressione può esplodere in anticipo.

Il blog comunque rimarrà indifferente alle leggi contro la Rete. Il blog continuerà fino a quando mi sarà possibile. Non è disubbidienza civile. Per disubbidire ci vogliono delle Autorità con la facoltà legittima di esercitare un pubblico potere e in questo Parlamento di condannati, di locatari di abitazioni regalate, di servi nominati dai partiti e non dai cittadini non vedo alcun principio di autorità. Quindi indifferenza civile, non disubbidienza civile, ma a viso aperto, pronto a pagarne le conseguenze. Fate pure 100 leggi al mese per chiudere la Rete, io non le applicherò e se faranno lo stesso i milioni di italiani che scrivono e comunicano in Rete, le vostre leggi diventeranno carta da cesso.

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L'Italia in bancarotta

Da www.economist.com
16 Dicembre 2009

Gli investitori hanno stipulato polizze assicurative contro la bancarotta dell'Italia più che per ogni altro paese. Questo dice DTCC, una società di consulenza che si occupa di movimenti di capitali, obbligazioni e prodotti finanziari derivati.

DTCC stima the i CDS (credit-default swap, una forma di assicurazione contro la bancarotta), coprono obbligazioni italiane per 23.7 miliardi di dollari teorici, al netto delle compensazioni.

Nove dei dodici paesi in testa a questa classifica sono nella zona euro. L'Italia si piazza prima anche perché ha uno dei più grossi debiti pubblici al mondo. La parsimoniosa Germania è sorprendentemente terza. Grecia e Iralnda entrano nella lista nonostante che i loro mercati obbligazionari siano ben più modesti.

La misura di queste polizze CDS si spiega con la fragilità delle finanze pubbliche: i CDS sono un modo di scommettere sulla bancarotta di un paese e nello stesso tempo assicurarsi contro di essa.

 

I peccati di Windows 7: l'istruzione

OLPC laptop

Da windows7sins.org
Testo originale e traduzione CC-By-Nd
15 Settembre 2009

Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. – Lao Tzu

Sappiamo che i computer saranno strumenti sempre più importanti nell'istruzione dei nostri figli. Ma alla maggior parte dei bambini, la cui istruzione prevede l'uso del computer, viene insegnato l'utilizzo di un prodotto di una sola azienda: Microsoft. Microsoft spende ingenti capitali in marketing ed azioni dirette ad ottenere il supporto degli organismi che si occupano di istruzione.

L'istruzione dei bambini rappresenta una fonte di reddito primaria per Microsoft ed una opportunità strategica di includere i propri prodotti nella vita dei futuri adulti. Inducendo le scuole ad insegnare l'uso di Windows e del software associato, Microsoft può far sentire i genitori obbligati a fornire lo stesso software a casa. In quale altra circostanza è permesso ad una azienda di introdurre del materiale pubblicitario con tanto di marchio aziendale, presentandolo ai bambini come una necessità?

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Quando le leggi le scrivono le ballerine

Gabriella Carlucci Gabriella Carlucci venti anni fa era una nota showgirl della televisione, avendo esordito come valletta in spettacoli come Portobello e proseguendo addirittura come conduttrice in alcuni Sanremo, Buona Domenica, ecc. A causa dell'età avanzata le opportunità televisive si sono ridotte e - purtroppo per noi - è aumentata l'attività politica nelle file dei partiti di Berlusconi.

Il 3 marzo 2009 la Carlucci elabora una proposta di legge e la pubblica sul suo blog. Dall'articolo che la accompagna - Pedofilia e internet - si è indotti a pensare ad un impegno lodevole: cosa di più condivisibile che combattere un'attività tanto odiosa in rete?

Però qualche dubbio sorge immediatamente. Anzitutto questa attenzione sulla la pedofilia in rete: tutti sappiamo che la pedofilia esiste sia in rete che nel mondo reale. L'unica differenza è che in rete è molto più facile identificare e neutralizzare chi commette reato. Perché allora preoccuparsi solo dei pedofili in rete e non di quelli in giro per le strade?

La risposta è semplice, basta leggere la proposta di legge. Si tratta di un documento scritto con Microsoft Word, leggiamo le proprietà del documento e scopriamo che è stato scritto da un certo Davide Rossi. O chi è Davide Rossi? Breve ricerca su internet e scopriamo Davide Rossi presidente di Univideo, associazione di categoria aderente a Confindustria. Quindi un'associazione che difende gli interessi degli editori audiovisivi… o cosa c'entrano i produttori di DVD con i pedofili? Lo si scopre andando avanti nell'analisi del documento.

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start.txt · Last modified: 2021/05/13 09:57 by niccolo